Negli ultimi anni stiamo purtroppo assistendo a un aumento degli eventi meteorologici estremi che mettono a dura prova il territorio italiano.
L’Emilia-Romagna, in particolare, è stata colpita da diverse alluvioni importanti: le esondazioni del maggio 2023 hanno sommerso ampie aree nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, mentre altre ondate di maltempo nel 2024 hanno provocato nuovi allagamenti localizzati e criticità diffuse su fiumi e torrenti.
Questa sorta di “triste abitudine” alle emergenze idrogeologiche rende ancora più importante non abbassare la guardia: conoscere i rischi del proprio territorio e sapere cosa fare in caso di alluvione è ormai una necessità per aumentare la sicurezza propria, dei propri cari e dei beni più importanti.
Proprio per migliorare la consapevolezza dei cittadini nasce la campagna nazionale di Protezione Civile Io non rischio, che si propone di diffondere informazioni chiare e affidabili sul rischio idrogeologico (e altre calamità) e sui comportamenti corretti da adottare prima, durante e dopo un’alluvione.
Cos’è un’alluvione?
Un’alluvione è l’allagamento di un’area normalmente non occupata dall’acqua. Questo fenomeno si verifica soprattutto dopo piogge intense e prolungate, in grado di far innalzare velocemente il livello dei corsi d’acqua fino alla loro esondazione, cioè allo straripamento o alla rottura degli argini.
Non tutti i corsi d’acqua reagiscono allo stesso modo: le fiumare possono restare asciutte a lungo e trasformarsi in fiumi impetuosi durante precipitazioni forti; i torrenti tombati scorrono invece sotto il livello del suolo, incanalati artificialmente, diventando particolarmente pericolosi in caso di sovraccarico; anche le reti fognarie possono andare in crisi per l’eccesso di acqua piovana, provocando rigurgiti e allagamenti urbani.
L’alluvione è quindi un fenomeno complesso, condizionato sia da elementi naturali sia da caratteristiche urbanistiche. Questo rende difficile prevedere con esattezza dove e quando si verificheranno gli allagamenti.
Le previsioni meteo, infatti, indicano solo la probabilità di precipitazioni su un’area ampia, non il punto preciso in cui la pioggia potrà generare criticità.
Cosa fare in caso di alluvione: le pratiche fondamentali di Protezione Civile
Conoscere in anticipo le giuste procedure da seguire durante un’alluvione permette di evitare comportamenti rischiosi e di proteggere persone e beni.
Nel corso degli eventi pubblici a cui partecipiamo capita spesso di distribuire il materiale informativo di Io non rischio e di rispondere alle domande dei cittadini, perché crediamo profondamente nel valore della prevenzione.
Una comunità informata è una comunità più sicura, soprattutto quando si parla di un’emergenza imprevedibile come quella idrogeologica.
Di seguito trovi una sintesi delle principali buone pratiche da adottare prima, durante e dopo un’alluvione.
Per approfondire, puoi consultare i canali ufficiali della campagna Io non rischio attraverso il link: Cosa fare in caso di alluvione – Io non rischio.

Cosa fare prima di una possibile alluvione
È essenziale verificare se la propria abitazione si trova in una zona alluvionabile consultando il Piano di Protezione Civile del Comune, dove sono indicate le aree a rischio, le vie di fuga e i punti sicuri.
È utile segnalare al Comune eventuali ostruzioni come tombini intasati, rifiuti abbandonati o corsi d’acqua ostruiti, perché possono aumentare sensibilmente il rischio di allagamento.
Nel caso di abitazioni situate in aree vulnerabili, è consigliabile non conservare oggetti di valore in cantine, seminterrati o garage.
Preparare un piccolo kit di emergenza con acqua potabile, torcia, radio a batterie, documenti e alimenti non deperibili può rivelarsi fondamentale in caso di evacuazione o isolamento.
Cosa fare in caso di alluvione se sei in casa
Se l’acqua sta salendo, non bisogna mai scendere in cantine, seminterrati o garage nel tentativo di mettere in salvo oggetti, perché questi locali possono allagarsi in pochi istanti.
È preferibile salire ai piani superiori ed evitare l’uso dell’ascensore, che potrebbe bloccarsi o risultare pericoloso. Se è possibile farlo in sicurezza, conviene chiudere il gas e disattivare l’impianto elettrico, senza toccare prese o apparecchi con mani o piedi bagnati.
È inoltre importante non bere l’acqua del rubinetto prima di essersi assicurati che la rete idrica non sia stata contaminata dall’alluvione e limitare l’uso del telefono cellulare per lasciare le linee libere ai soccorsi.
Cosa fare in caso di alluvione se sei all’aperto
Chi si trova all’esterno deve allontanarsi rapidamente dalle zone allagate, perché anche pochi centimetri d’acqua in movimento possono trascinare una persona.
È necessario dirigersi verso un punto elevato e sicuro, evitando sottopassi, argini, ponti e zone che potrebbero essere soggette a cedimenti strutturali.
Quando possibile, è bene trovare riparo ai piani alti di un edificio stabile e non esporre inutilmente sé stessi al rischio.
Cosa fare in caso di alluvione se sei in auto
L’auto non offre una protezione sufficiente durante un’alluvione, anche se spesso viene percepita come un luogo più sicuro.
È fondamentale evitare sottopassi e strade depresse, tra i punti più pericolosi perché l’acqua può accumularsi rapidamente.
Se l’acqua inizia a salire e il veicolo si trova in una zona a rischio, bisogna abbandonarlo il prima possibile e spostarsi verso un’area più elevata.
Non si deve mai tentare di attraversare tratti allagati: anche pochi centimetri d’acqua in movimento possono spingere o ribaltare un’auto. Se il veicolo si blocca e il livello dell’acqua aumenta, uscire subito è la scelta più sicura.
E quando l’emergenza sembra passata?
Dopo un’alluvione, è importante attendere il via libera delle autorità prima di rientrare nella propria abitazione, perché potrebbero esserci danni strutturali, cavi elettrici scoperti o acque contaminate che rendono gli ambienti pericolosi.
Anche quando l’acqua si è ritirata, è bene evitare di camminare o guidare nelle aree che sono state sommerse, poiché potrebbero essere presenti buche, cedimenti del terreno, tombini aperti o altri rischi non visibili.
Niente acqua dal rubinetto fino a nuove indicazioni ufficiali.
La cultura della prevenzione
In questo articolo abbiamo raccolto i principali punti della campagna Io non rischio dedicati a cosa fare in caso di alluvione.
Informarsi e diffondere una cultura della prevenzione permette di affrontare le emergenze idriche con maggiore sicurezza e consapevolezza.
Se incontri i nostri banchetti informativi, fermati pure a chiedere materiale o chiarimenti: ogni persona informata può diventare a sua volta un punto di riferimento per parenti, amici e vicini, contribuendo a una comunità più forte e più sicura.
Ti lasciamo il link al PDF scaricabile della campagna Io non rischio. Dai un’occhiata!
E se vuoi darci una mano, scopri di più sul volontariato in Protezione Civile.
Alla prossima buona pratica!

