Come parte integrante della rete Anpas, per noi della Pubblica Assistenza Ozzano San Lazzaro è sempre un grande piacere, oltre che un principio fondante del nostro essere volontari, organizzare incontri nelle scuole.
Portare la cultura della solidarietà e del primo soccorso tra i banchi non significa solo trasmettere nozioni tecniche; significa far capire quanto alcuni gesti, a qualunque età, siano essenziali per rafforzare la rete di protezione del nostro territorio.
Proviamo a immaginare la forza di un bambino che, in un momento di paura, mantiene la calma e sa come comporre il 112 per aiutare il papà o la mamma. O pensiamo a un adolescente che, davanti a un’emergenza improvvisa per strada, non si volta dall’altra parte ma interviene con consapevolezza nei minuti che precedono l’arrivo dell’ambulanza, quando ogni secondo è vitale.
È proprio questo l’impulso che vogliamo trasmettere: sapere, saper fare e saper essere.
Questi sono i pilastri della formazione Anpas che portiamo nelle classi, impegnandoci a diffonderli ai cittadini di domani.
Perché è importante trasmettere i valori della solidarietà e del primo soccorso nelle scuole?
Spiegare l’importanza della solidarietà e del primo soccorso nelle scuole serve prima di tutto a costruire le basi per la cittadinanza attiva del futuro.
Il volontariato Anpas, infatti, non è solo “fare qualcosa per gli altri”, ma è un “fare del bene” come leva di cambiamento per l’intera società.
Siamo convinti che la scuola sia il luogo ideale in cui questi temi possano iniziare a svilupparsi e che ogni bambino o ragazzo, crescendo, sia in grado di comprenderli meglio e tradurli in azioni concrete per la comunità in cui vive.
In questo contesto, le Pubbliche Assistenze come la nostra hanno il dovere di essere attori sociali che promuovono la crescita civile.
Il primo soccorso, in particolare, insegna ai più piccoli e ai giovanissimi che l’aiuto prestato a una persona in difficoltà, anche sconosciuta, in attesa dei soccorsi qualificati, può davvero fare la differenza.

Primo soccorso nelle scuole: dalle materne alle superiori
Dopo tanti anni di incontri nelle scuole, grazie alla collaborazione del Comitato in memoria di Valerio Colarieti, abbiamo capito quanto sia fondamentale adattare la formazione ai tempi, ai linguaggi e alla sensibilità di chi abbiamo davanti.
Per i più piccoli
Nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie, come le Cesare Gnudi di Mercatale (in foto), la curiosità dei bambini trasforma la conoscenza dei volontari in un momento di pura scoperta. In questo caso, il nostro obiettivo è insegnare concetti semplici ma importanti, come il corretto utilizzo del numero unico di emergenza 112.
Sapere cosa dire al telefono, dando le basilari indicazioni ai soccorritori, non è questione di età. Attraverso il gioco, introduciamo anche le prime nozioni di prevenzione dei rischi domestici.
Il momento delle domande è quello che preferiamo, in cui danno libero sfogo alla curiosità. E c’è sempre quella domanda: “Cosa c’è dentro l’ambulanza?”.
Per un bambino, l’apertura dei portelloni dell’ambulanza è un momento di stupore: salire a bordo per scoprirne i segreti rende l’esperienza ancora più magica.
Per i più grandi
Nei licei e negli istituti professionali, il focus si sposta verso un impegno più tecnico e una riflessione sul ruolo del cittadino. Con loro lavoriamo sulle tre dimensioni della formazione:
- Quella del sapere, fornendogli le basi teoriche sulle funzioni vitali e sulla rete regionale di emergenza-urgenza.
- Quella del sapere fare, attraverso le esercitazioni pratiche sulle manovre salvavita della rianimazione cardiopolmonare e sull’uso del defibrillatore (BLSD).
- E quella del sapere essere, forse la più importante, che spiega ai ragazzi il valore del volontariato come partecipazione libera per la costruzione di una comunità più forte e resiliente. Incontrare volontari poco più grandi di loro li aiuta a vedere il soccorso come una scelta di vita e di responsabilità collettiva.
Crediamo molto che la formazione della cittadinanza debba interessare anche le fasce più giovani di popolazione. È un impegno che portiamo avanti con passione e divertimento, perché i bambini ci aiutano a vedere quello che facciamo in modo diverso, con un’altra prospettiva.
Rafforzare la cultura del soccorso oggi significa garantire a tutti noi un domani più sicuro.
Ci vediamo tra i banchi!

