Il defibrillatore avvisa l’equipaggio intervenuto sul posto: “shock consigliato”. È il messaggio che compare dopo l’analisi del ritmo cardiaco del paziente se il dispositivo rileva un’aritmia pericolosa.
È quanto accaduto nella serata del 4 marzo, quando la Pubblica Assistenza Ozzano San Lazzaro è intervenuta in un campo di calcio di Ozzano dell’Emilia per soccorrere un uomo di 58 anni colpito da una sincope.
L’ambulanza stava rientrando da un servizio precedente quando, in seguito alla chiamata al 118, è stata dirottata sul luogo dell’evento dalla Centrale Operativa.
All’arrivo sul posto, il paziente era inizialmente sveglio, disteso a terra ma collaborativo. Pochi attimi dopo lo scenario cambia: perde coscienza ed entra in arresto cardio-respiratorio.
L’equipaggio avvia immediatamente le manovre di rianimazione cardio-polmonare: massaggio cardiaco, ventilazione, posizionamento del defibrillatore e richiesta dell’automedica alla Centrale Operativa 118.
Una sola scarica erogata dal defibrillatore risulta sufficiente per ripristinare un ritmo cardiaco normale. Il cuore torna a svolgere la sua funzione di pompa e il paziente recupera progressivamente lo stato di coscienza.
L’automedica, intervenuta sul posto, esegue quindi un elettrocardiogramma che conferma un infarto miocardico acuto. Il paziente viene così trasportato direttamente al Laboratorio di Emodinamica del Sant’Orsola, dove la coronaria occlusa viene riaperta.
Se è vero che la fortuna ha giocato un ruolo importante, permettendo all’ambulanza di Ozzano di arrivare pochi istanti prima che il paziente entrasse in arresto, il resto è frutto della competenza dei soccorritori e di un sistema 118 organizzato secondo uno schema di intervento che vede volontari e professionisti uniti da una profonda sinergia nelle procedure adottate.
Nell’ottica del principio secondo cui “il tempo è vita”, l’accesso diretto all’Emodinamica per i pazienti con infarto acuto consente di risparmiare minuti preziosi per la sopravvivenza del cuore e di limitare il danno al muscolo cardiaco.

L’importanza di rafforzare la catena del primo soccorso
La defibrillazione è una manovra semplice e sicura e può essere eseguita da chiunque. L’addestramento periodico dei soccorritori garantisce sicurezza e dimestichezza, ma per sperare in un esito positivo è fondamentale che l’uso del defibrillatore e l’avvio delle manovre rianimatorie avvengano il più rapidamente possibile, anche da parte dei presenti. La diffusione dei defibrillatori e l’educazione della cittadinanza sono tasselli fondamentali.
Ma la catena del primo soccorso si rafforza davvero quando sempre più persone scelgono di farne parte.
Chiunque può contribuire: imparare le manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore attraverso un corso BLSD significa acquisire competenze che, in situazioni di emergenza, possono fare la differenza.
Un altro modo per dare un contributo concreto è entrare a far parte del sistema di emergenza come volontario o volontaria della nostra Associazione, seguendo uno specifico percorso formativo per operare sui mezzi 118.
Se vuoi saperne di più sui prossimi corsi aperti alla cittadinanza o sui percorsi per diventare volontario, contattaci per ricevere tutte le informazioni. Anche tu puoi diventare un anello fondamentale della catena del primo soccorso!

